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Storia

Tramonti, come tanti altri paesi del Sud, ha conosciuto il fenomeno dell'emigrazione, che se da un lato ha comportato lo spopolamento dall'altro ha fatto si che nel mondo si conoscesse la laboriosità e la creatività dei Tramontani, soprattutto nel campo della ristorazione con la diffusione della pizza. Negli ultimi anni il paese, con un forte impegno pubblico, si sta trasformando attraverso la realizzazione di infrastrutture e strutture necessarie ad uno sviluppo moderno. Accanto alla sforzo pubblico, numerose le iniziative private con la realizzazione di strutture ricettive che oggi pongono Tramonti tra le offerte turistiche della Costiera Amalfitana più apprezzate. A Tramonti i turisti troveranno quiete e serenità in una natura ancora incontaminata che offre gli antichi e genuini sapori e colori della tradizione contadina.

Attraverso questo sito intendiamo presentare ai forestieri il nostro paese nelle sue bellezze e potenzialità turistiche. A questi diamo il benvenuto non solo nel nostro sito ma nel nostro paese che invitiamo a visitare per apprezzarne ospitalità, calore e ricchezze.

Ai nostri concittadini residenti e a quelli sparsi nel mondo vogliamo aprire una finestra su quanto accade nel nostro paese ed offrire uno strumento di conoscenza e di informazione sui servizi e sulla vita amministrativa e sociale. A tutti un cordiale saluto.

Il Sindaco Antonio Giordano

Tramonti e Amalfi

Tramonti, come si afferma nella 'Cronaca Amalfitana', prende il nome dalla configurazione del luogo in cui è situata, terra tra i monti, da cui 'Intra Montes'.

Geograficamente Tramonti è tutt'uno con la Costiera Amalfitana e, fin dalle sue origini, è intimamente legata ad Amalfi e Maiori.

Secondo lo storico Cerasuoli, Tramonti avrebbe avuto origine dai picentini, antico popolo italico del gruppo Osco-Umbro, mescolati ad Etruschi ed altri popoli. Quando i Romani, con una dura guerra sconfissero i Picentini, questi scapparono dai luoghi dove era l'antica 'Reghinna' (l'odierna Maiori) per sfuggire ai nemici e si rifugiarono verso i monti, nella valle, ove vi edificarono i primi casali nella conca che sarà, poi, chiamata Tramonti.

Per gli eventi storici che l'hanno caratterizzata attraverso i secoli, Tramonti è strettamente legata alla città di Amalfi. Quest'ultima fu nel Medio Evo, nei secoli X e XI, una delle più attive e prospere città marinare d'Italia, precedendo Pisa e Genova nei traffici con l'Oriente.

Tramonti era una delle otto Terre che appartenevano alla Repubblica: i marinai di Tramonti erano chiamati indistintamente con la generica denominazione di 'Marinai Amalfitani'.

Tramonti ha avuto un ruolo importante nella genesi della Repubblica Amalfitana: essa fu, infatti, coinvolta insieme con le popolazioni rivierasche nella difesa della città contro il longobardo Arechi II e nelle alterne vicende contro l'ambizioso Sicardo, fino a quando Amalfi, nel 839, fu proclamata Repubblica.

Tramonti ha contribuito in modo rilevante alla sua grandezza ed ha usufruito dei suoi traffici, del suo commercio e delle sue ricchezze per il proprio sviluppo: non sarebbe altrimenti possibile spiegare il gran numero di chiese ivi esistenti, di monumenti antichi, la presenza di tante famiglie nobili ed il numero straordinario di uomini illustri.
Fra le famiglie nobili ricordiamo in particolare le famiglie Cesarano, De Maio, Fontanella, Giordano, Luciano, Marciano, Palumbo, Pisacane, Pisano, Romano, Salsano, Vitagliano (rigorosamente in ordine alfabetico e non di importanza).

Normanni, Svevi e Angioini

Con la caduta della Repubblica Amalfitana, ad opera dei Normanni, e con il conseguente dominio di questi, cominciò il periodo oscuro di Amalfi ed anche la grandezza e l'importanza di Tramonti andò diminuendo

Dai Normanni il Ducato di Amalfi passò agli Svevi nel 1197: durante la dominazione sveva, nel 1260, Manfredi (Re di Sicilia dal 1258 al 1266) , figlio illegittimo di Federico I , diede la città come feudo al famoso Giovanni da Procida preparatore del vespro siciliano; nel 1266 il Ducato passò agli Angioini di Carlo I d'Angiò e, nel 1442, agli Aragonesi di Alfonso I d'Aragona.

Nella guerra ingaggiata dal discendente degli Angioini, Giovanni II di Lorena, figlio di Renato D'Angiò, contro Ferdinando I, figlio d'Alfonso I d'Aragona, per spodestarlo dal trono di Napoli, mentre gli amalfitani si unirono all'angioino, Tramonti assieme a Ravello si schierò dalla parte del Re Ferdinando, il quale per il valido aiuto ricevuto ricompensò con molti privilegi i villaggi di Tramonti, dichiarando nobili i suoi cittadini quando trovò rifugio nella loro terra dopo la disastrosa sconfitta di Sarno del 1480. Emblematiche, a tal proposito, le parole dello storico amalfitano Matteo Camera, autore dell' Istoria della città e costiera di Amalfi : [...] è fama essersi rifugiato o tenuto nascosto in questa Terra il re Ferdinando I d'Aragona in conseguenza della disfatta ricevuta dai faziosi baroni nelle infauste pianure di Sarno.
L'accoglienza e la fedeltà de' Tramontani spiegata in tale circostanza a pro del loro sovrano, gli fece pretendere ed acquistare in un istante le prerogative di nobiltà, con ampli privilegi, nei quali i borghesi Tramontani venivano preconizzati ' nobiles viri ' [...].
Di fatti una lapide esistente nel frontespizio della chiesa di Polvica in detta terra anche lo addita:TRAMONTI HIC NOBILES VIRI UT FERDINANDUS REX IPSOS NUNCUPAVIT ET DECORAVIT AD PATRIAE NEGOTIA CONGREGANTUR AC SEDENT. A.D. MCDLXI

Frazioni di Tramonti

Tramonti è composta da tredici frazioni:

  1. Pucara, dove nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena si ammirano quadri di Luca Giordano e dove si può ancora ammirare il Conservatorio di San Giuseppe, fondato tra il 1662 e il 1676, e noto per essere il luogo di nascita del Concerto, il celebre liquore;
  2. Novella;
  3. Paterno Sant'Elia;
  4. Paterno Sant'Arcangelo dove si trova la splendida chiesa dell'Ascensione;
  5. Figlino, con le bellissime maioliche della chiesa di S. Pietro Apostolo;
  6. Pietre;
  7. Capitignano;
  8. Corsano;
  9. Campinola, dove nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è possibile ammirare la stupenda pala d'altare raffigurante la Madonna tra San Giovanni Battista, San Francesco che presenta il donatore Francesco Telese, e angeli musicanti (1608), opera della maturità di Ippolito Borghese, pittore umbro nativo di Sigillo;
  10. Polvica, centro amministrativo del territorio, che ospita un convento francescano fondato nel 1474 con l'annessa chiesa, nella quale è possibile osservare i sepolcri marmorei di due insigni prelati originari di Tramonti: Ambrogio Romano, vescovo di Minori, e Martino de Maio, vescovo di Bisceglie;
  11. Gete, dove è da ammirare la chiesa rupestre consacrata al culto di San Michele Arcangelo;
  12. Ponte;
  13. Cesarano, dove nella chiesa parrocchiale era possibile venerare l'insigne reliquia dell'intero braccio con mano di San Trifone, meno una parte del dito mignolo.

Tramonti nelle parole di Matteo Camera (1836)

Paese ospitale, ricco di storia e di tradizioni, dove la cultura contadina rappresenta ancora oggi un vanto, Tramonti può essere ammirato nelle parole di Matteo Camera, che ne riporta in maniera puntuale i colori e i sapori.

Siamo nel 1836.

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Il clima è più tosto freddo, felice miscuglio di montagne, di collinette, di vallate, di piani, di sparsi villaggi, di case costruite pel comodo senza fasto e magnificenza, di prospettive brillanti, di armenti e greggi, di capanne asili di pastori, e di tanti differenti oggetti che per se, e per la loro associazione, rendono originale ed incantevole questo soggiorno, immerso in profonda quiete e pubblica tranquillità.

La Terra di Tramonti è formata da 13 casali che l'uno all'altro si avvicina, e sono Polvica, s.Elia, Paterno, Figlino, Corsano, Cesarano, le Pietre, Capitignano, Campinola, Ponte, Géta, Novella e Pocara. Ogni borgo o casale contiene una chiesa propria parrocchiale, di cui un Arciprete ne rappresenta il Capo, e gode il primato fra gli altri Curati della Diocesi amalfitana (i parrochi o curati di tutti i tredici borghi formano una specie di collegio, e portano per antica concessione dell'arcivescovo Rossini d'Amalfi la cotta con l'almuzio di seta di color nero). [...]

La sua popolazione attuale non offre che circa 4090 abitanti ripartiti nella classe dei galantuomini, montanari e pastori, i quali disseminati fra vicini villaggi passano la loro vita campestre in una imperturbabile solitudine e quiete.

Il risuonante belar degli armenti fra quelle colline, sembra l'unica voce che rompe il silenzio della natura. La coltura dei boschi , selve e vigneti somministra non lieve emolumento ai naturali del paese, ricavandone legni per la costruzione delle fabbriche, doghe per le botti, e carboni [...] le castagne sono saporosissime, e le ricotte molto squisite e decantate.

Le sue colline abbondano della caccia di lepri, volpi, lupi, starne, quaglie, colombacci e falconi imperiali. Infine Tramonti fa per istemma sua particolare uno scudo con tre monti (molto allusivo alla sua posizione) e sormontati da una mezza luna montante >>.

A cura del Prof. Rossano Giordano

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